Terremoto nel cdx:  così non c'è futuro, pronti a lasciare i partiti

03.07.2021

  No alle prepotenze dei senatori del consiglio comunale e no ai partiti in formato famiglia. Saltano i coperchi in casa Fratelli d'Italia e Lega e i dissensi esplodono con le fronde del rinnovamento che chiedono spazio in un'area che in nove anni di opposizione non è riuscita a creare ricambio, oltre a fare politica attiva con il coinvolgimento della città. Troppi personalismi e troppe figure standardizzate che non vogliono lasciare la poltrona di via Veneto. Così, a meno di un anno dal voto, il terremoto è servito.
 Il caso della settimana è la quasi rottura tra il segretario di Fratelli d'Italia Emanuele Morese e i consiglieri comunali Andrea Agostini e Maria Lina Vitturini. Acque agitate da mesi  con il famoso no del direttivo all'ingresso di Carlo Del Vecchio in Fdi, continuate con mal di pancia per l'assenza di confronti sui temi amministrativi caldi prima dei consigli comunali e, ultime,  le posizioni espresse con comunicati stampa senza un dibattito dentro al partito. Da aggiungere anche il tagliafuori alla segreteria  dai vertici dei  consiglieri di minoranza per discutere del dopo Loira e le voci sempre più insistenti sulla possibile nomination di Agostini candidato del centro destra. Cosa succederà? A giorni ci dovrebbe essere un faccia a faccia con il coordinamento provinciale, ma non è escluso che Morese resti in Fdi  lasciando la segreteria comunale. La strada potrebbe essere quella di portare il suo contributo a progetti nuovi per la città e l'idea di gruppo civico  a sostegno del cosidetto terzo polo sembra quanto mai possibile.
  Acque agitate anche in casa Lega con una fronda di tesserati della prima ora che non si riconoscono più nella gestione Marinangeli Petrozzi. Il malumore è stato segnalato a più riprese al coordinatore provinciale e all'onorevole Lucentini ma ad oggi il tanto atteso chiarimento è stato sempre rimandato. Anche quì a pesare è la mancanza di confronto all'interno del partito: niente riunioni tra attivisti, nessun dibattito con la città su questioni politico-amministrative e il buio sul voto del 2022. Insomma un formato smart che non piace. L'ipotesi di abbandonare la Lega comunale per creare  una civica a sostegno di un progetto alla Calcinaro sembra la strada maestra. A giorni ci dovrebbe essere una cena dei dissidenti e non è escluso che venga ufficializzata la posizione in vista di Porto San Giorgio 2022.

#portosangiorgiotoday