I baristi difendono le chiusure serali: non c'è movimento dopocena, cambiate le abitudini

Questione di cultura. Secondo i baristi il periodo di lockdown ha stravolto le abitudini degli italiani: più colazioni in casa e le serate del periodo autunno inverno hanno come filo conduttore divano e tv che offre prime visioni. Chi sceglie il cinema difficilmente poi scende a Porto San Giorgio per un drink. Tutto ciò ha azzerato il giretto in centro tipico e storia di un'epoca passata.
Questione economica. Andare oltre le 21 significa prevedere un terzo turno di lavoro che ha una incidenza importante, oltre ai costi energetici. Se la città è deserta conviene? Chi è disposto a reggere un conto economico sempre in passivo in questa fascia oraria? Domande che accomuna tutta la categoria: c'è chi parla di una manciata di scontrini da pochi euro nel mese di ottobre nonostante il clima mite e chi definisce avvilente tenere le luci accese e le braccia conserte.
Un trend che secondo gli imprenditori non riguarda solo la cittá di Porto San Giorgio.
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